Marco Porcio Catone, conosciuto come Catone il Censore, di ritorno da una missione a Cartagine si convinse che quella città dovesse essere distrutta, in quanto ritneva minacciasse la sicurezza di Roma. Da quel momento, e fino alla sua morte, usava concludere ogni suo intervento in senato, a prescindere dall’argomento, con la stessa frase, passata alla storia: “Ceterum censeo Carthaginem esse delendam” (Per il resto, penso che Cartagine debba essere distrutta).

Il senato romano doveva deliberare su di una tassa? Cato censor diceva la sua, poi finiva con questa frase. C’era da decidere su di una questione urbanistica? Se ne discuteva. Poi la solita chiosa.
C’è una differenza fondamentale fra quello che accadeva con il Censore e quello che succede oggi, sia in Parlamento sia negli ambiti che dovrebbero concorrere a formare l’opinione pubblica. La differenza è questa: al tempo dei romani almeno qualcosa si decideva. Oggi le frasi che si sentono ai telegiornali, o si leggono nei commenti alle notizie delle testate on-line sono tipicamente: “Il Governo/l’opposizione non si deve preoccupare di questo, i problemi veri sono altri”; o ancora, onnipresente “I vigili urbani si occupano soltanto di multare le auto in doppia fila, ma nessuno fa nulla per la disoccupazione”. Pensandoci bene, è una degenerazione della logica del ceterum: c’è sempre qualcos’altro a cui pensare, le priorità sono ben altre. Non per nulla qualche anno fa questo atteggiamento veniva chiamato in linguaggio giornalistico e non senza disprezzo benaltrismo.
Catone è poi passato alla storia come un grande politico. Lui infatti il ceterum lo usava in modo adeguato: prima aiutava a decidere su una determinata questione, poi si pensava al resto. Oggi invece si finisce per usare la logica del neutrum: mentre si discute di un problema, sia in politica che nell’ambito degli organi di informazione, tanto ci si affanna a dire che sono altre le cose a cui pensare che alla fine si perde di vista sia l’oggetto della questione sia quelli che si ritengono i “problemi veri” (locuzione che ormai è diventata un topos nello scialbo dibattito politico contemporaneo).
Cartagine, anche grazie alle pressioni di Catone, fu distrutta nel 146 a.C. . Noi nel 2011 non riusciamo a combattere nè il parcheggio in doppia fila, nè la disoccupazione.





