Esami di Stato 2010/2011. La prima prova, commento delle tracce

22 giugno 2011

Oggi per poco meno di mezzo milione di studenti della scuola secondaria di secondo grado (le care, vecchie superiori) è stato il primo giorno degli esami di stato (la cara vecchia maturità), con lo svolgimento della prima prova scritta (il caro vecchio tema).

Per quanto riguarda l’analisi del testo di letteratura, sulle statistiche non è dato sapere, ma probabilmente le percentuali di scelta sono state un po’ più alto della miserabile percentuale del giugno 2010, quando fu assegnato un tema di meta-letteratura originale ma poco scolastico. L’anno scorso fu la volta della prosa, prevedibile quest’anno la poesia, e dopotutto i nomi che girano sono sempre quelli. Ungaretti era già uscito nel 2006 (quando chi scrive afrontò l’esame), viene considerato anche lui un mostro sacro e come tale si studia. Poco importa la scelta della singola poesia, quando le tracce in sostanza permettono di fatto di cominciare con “Ungaretti nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1888″ e di proseguire in maniera soprendentemente simile al libro di testo. Ordinario.

Il saggio breve di ambito artistico-letterario abbracciava (visto l’argomento è il caso di dirlo) il tema dell’amore e della passione. Alla solita curiosa preferenza per gli artisti di inizio XX secolo, vengono abbinati quattro stralci di altrettanti mostri sacri della letteratura italiana (Manzoni, Verga, D’Annunzio e Svevo, quest’ultimo non con la solita Coscienza dell’inetto Zeno ma con Senilità). Il tutto permetteva anche di allungare il brodo con qualche biografia di qua e di là, nello stile descritto poco sopra. Si prestava a derive pseudo-adolescenziali offrendo come cavallo di Troia la possibilità di raccontare esperienze personali sul tema. Senza infamia e senza lode.

Scelta curiosa per quanto riguarda, o meglio non riguarda, l’ambito socio-economico, titolato poco originalmente “Siamo quel che mangiamo?”. Quattro pappardelle (per usare metafore in tema) sulla dieta mediterranea, l’olio extravergine, i cereali, la frutta, il pesce azzurro. Una di esse, che ammoniva sulle controindicazioni del mangiare di fronte al computer, era, horribile dictu, scaricata da Internet. Indigesto.

Dolenti note anche per l‘ambito storico-politico, che si propone di parlare di “Destra e Sinistra“. I quattro scritti proposti finiscono per non soddisfare nè l’aspetto storico nè quello politico. Ciò, è presumibile, non tanto per colpa degli autori proposti, ma piuttosto per la scelta infelice dei singoli documenti, due di essi troppo recenti per essere storici e troppo datati per essere politici, uno estrapolato talmente fuor di contesto da cominciare con la congunzione “eppure”, e l’ultimo, appena più accettabile, che accenna (anche qui, però, fuori dal contesto d’origine), alla Destra e alla Sinistra Storica, fase della storia d’Italia che di norma si studia ma che finisce, nei programmi scolastici e non solo, un po’ dimenticato e sopraffatto da tutto quello che accadde dopo. Senza capo nè coda.

Enrico Fermi, fisico” è il titolo del saggio breve di ambito tecnico-scientifico. Nella traccia vengono proposti quattro scritti che contribuiscono all’agiografia di Fermi. C’è da dire che l’argomento è molto ristretto, c’è da augurarsi che per gli appassionati di fisica sia stato anche stimolante. Ricercato.

Il tema di argomento storico, al pari del saggio breve suo collega, non convince. L’unica cosa apprezzabile è l’inguaribile ottimismo di chi chiede ad un maturando una buona conoscenza dell’opera di Hobsbawn (altrimenti il tema risulta banale). Già questo sarebbe bastato a renderlo ben poco appetibile da un candidato non privo di senno. A dare il colpo di grazia è stata la consegna finale della traccia “Il candidato valuti criticamente la periodizzazione proposta da Hobsbawm e si soffermi sugli eventi che a suo parere caratterizzano gli anni ’70 del Novecento.” Casomai non si commentasse da solo, è appena il caso di ricordare che gli anni Settanta sono per gran parte snobbati dai programmi effettivamente svolti in classe, se si escludono sommi capi: il terrorismo, il caso Moro, Pasolini -a volte- e null’altro. Masochista (o sadico, a seconda dei punti di vista).

Il tema di ordine generale finisce quasi, e del tutto a sorpresa, per essere il meno peggiore. Il fatto che non sia troppo specifico nelle rischieste è una tautologia, di una traccia sui social network se ne parlava negli anni scorsi e finisce per sbucare, inaspettato, adesso. Ohibò, per i più smaliziati del classico si poteva partire addirittura dalla mitologia greca e dell’Eneide, per tutti gli altri si è rivelata comunque la traccia meno opprimente, e che ha lasciato spazio, per chi ne è stato capace, ad una riflessione critica spontanea su un argomento sicuramente padroneggiato più da quella generazione che da tutte le altre. Buono.

Le tracce sono state consultate sul sito ministeriale, miur.it .


Abuso scolastico

17 febbraio 2011

L’articolo 571 del Codice Penale punisce con pene fino a sei mesi di reclusione l’abuso dei mezzi di correzione, se dal fatto deriva il pericolo di una malattia nel corpo o nella mente.

Nel 2007, una professoressa di una scuola media di Palermo punì un alunno facendogli scrivere cento volte sul quaderno la frase “sono un deficiente”, per aver impedito ad un suo compagno di classe l’accesso al bagno dei maschi proferendo appellativi come “finocchio” e sinonimi vari.

Per completezza di cronaca, il ragazzino la scrisse per tutte le cento volte dimenticandosi la seconda i.

La vicenda approdò in Tribunale, dato che lo psicologo dell’Asl ravvisò un trama nel ragazzino e avvertì la Procura. Dopo tutto in questi casi farsi refertare lo stress è un po’ come farsi refertare il colpo di frusta dopo un tamponamento: un piccolo favore non si nega a nessuno.

In prima istanza il Tribunale di Palermo, sentiti i testi fra i quale gli altri scolari che dichiararono che il loro prepotente compagno nei giorni seguenti era stressato esattamente quanto prima, cioè per nulla, assolse l’insegnate, che nel frattempo è andata in pensione.

Ieri invece la Corte d’Appello ha ribaltato la sentenza. Il PM aveva chiesto 14 giorni, i Giudici hanno fatto di più: un mese, seppur col condono.

Contento il padre, contento il rampollo, oggi sedicenne.

Massimo Gramellini, sulla Stampa di oggi, l’ha definita “Giustizia deficiente”. Troppo lusinghiero.

Io a questo giudizio toglierei anche la i, come ha fatto la parte lesa del processo scrivendo di sè stesso.

Il Codice Penale è consultabile al link http://www.altalex.com/index.php?idnot=36653 .

Per consultare la notizia della condanna, si veda ad esempio http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/notizie/cronaca/2011/17-febbraio-2011/fece-scrivere-sono-deficiente-un-suo-alunno-docente-condannata-19033863550.shtml

Per un articolo del 2007, agli inizi della vicenda, il link è http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/06_Giugno/13/prof_colletta_appelli_bullo.shtml


Maturità 2010. Commenti e impressioni sulle tracce

23 giugno 2010

In questi giorni 500.694 studenti stanno affrontando l’Esame di Stato, la cosiddetta maturità. Ieri si è svolta in 25244 quinte classi la prima prova scritta, che consiste nel tema di italiano; oggi è stato il giorno della prova caratterizzante di indirizzo: greco per il classico, analisi matematica per lo scientifico, lingue straniere per il linguistico, scienze sociali per il liceo delle scienze sociali, estimo per l’istituto tecnico per i geometri, economia per l’istituto commerciale e meccanica e macchine per i periti meccanici. Venerdì gli studenti affronteranno la terza prova diversa per ciascuna commissione e nei prossimi giorni inizieranno i colloqui orali che chiuderanno il tutto.

Vediamo un po’ più nel dettaglio le tracce proposte per il tema.

L’analisi del testo ha stupito più di uno studente. Primo Levi solitamente in classe non viene analizzato, della sua biografia viene spiegato poco o nulla e le sue opere, al di fuori di Se questo è un uomo, sono quasi sconosciute. Il brano proposto era la prefazione all’antologia personale che Levi compilò nel 1981 su richiesta dell’editore Einaudi; in particolare, Levi descrive in generale le sue abitudini di lettura. Sicuramente questa traccia costituisce una rottura col passato, sia come detto per la scelta dell’autore, sia perché sconfina nella meta-letteratura: letteratura che parla di letteratura. Chi si aspettava di prendere un buon voto riportando pari-pari le note introduttive sul libro di testo su questo o quell’autore, è rimasto deluso: è infatti stata scelta appena dal 4,7% degli studenti, quando nel 2009 l’analisi del testo della Coscienza di Zeno, facile e scontata,  aveva totalizzato il 18% di preferenze.

Il saggio breve di ambito artistico-letterario (“Piacere e piaceri”) mi è piaciuto, e credo sia stato così anche per quelli che stanno affrontando la maturità classica. Permetteva infatti di integrare le conoscenze fra più materie (Italiano, Storia, Filosofia, Storia dell’Arte) con le esperienze personali, che di solito è quello che si chiede. Interessanti i documenti proposti, con Leopardi, D’Annunzio, Ungaretti e Brecht citati molto a proposito (non sempre è capitato). Eppure l’ha scelta soltanto il 9,2% degli studenti.

Il saggio breve di ambito socio-economico, “La ricerca della felicità”, invece non mi è piaciuto. Era pomposo e sofisticato; i documenti proposti apparivano raffazzonati e difficili da abbracciare in un unico testo per proporre una riflessione organica e coerente, come un saggio (seppur breve) dovrebbe essere. Ciò nonostante, è stata la traccia preferita, l’ha svolta il 36,9% dei candidati.

Il terzo saggio breve, ambito storico politico, non mi è dispiaciuto, perché armonizzava bene voci e pareri diversi per rilanciare un tema d’attualità: i giovani, la politica e la vita sociale. Pur non eccellenti, tutto sommato i documenti proposti non mi  sono sembrati banali. Non male. Strumentali le polemiche sulla scelta di un brano di Mussolini: nel bene o (meglio) nel male ha fatto parte della nostra storia, è bene non dimenticarlo. E non si chiedeva certo di fare apologia. Non ha però convinto gli studenti, a parte quel misero 4,3% che l’ha scelta.

Il quarto, ambito tecnico-scientifico, aveva come argomento la vita extra-terrestre e mi ha lasciato più di una perplessità. Dai testi proposti non si evinceva una chiara distinzione fra i concetti di UFO e di vita extraterrestre, l’argomento in sé a me personalmente non appassiona più di tanto e per essere di ambito “tecnico scientifico” la traccia virava decisamente troppo sul filosofico, e di tecnico rimaneva ben poco. Inadeguata, anche se di fatto è stata scelta da molti (19%).

Il tema storico aveva come argomento le Foibe. Si chiedeva allo studente di delineare quella triste vicenda. In sé non sarebbe male, ma di solito l’ultimo periodo storico trattato in maniera completa è la Seconda Guerra Mondiale, e le Foibe sono di poco successive. Se a ciò si aggiunge che la vicenda è controversa e intricata e che per anni è stata sottaciuta non stupisce che sia stata scelta soltanto dallo 0,6% dei maturandi.

Il tema di ordine generale, infine, chiedeva allo studente di parlare del consumo di musica nella società contemporanea. Argomento nobile ed affascinante, ma poco “di ordine generale”. Si è classificato secondo nelle preferenze, più di uno studente su quatto (25,3%) l’ha svolto.

Per quanto riguarda la versione di greco di oggi, tutto sommato ai maturandi è andata bene. Il brano di Platone che narra la vita di Socrate e le sue vicissitudini non presentava particolari difficoltà lessicali e la sintassi era abbastanza lineare. Era scritta con i verbi in prima persona, ma solitamente i paradigmi vengono fatti imparare appunto coniugati in prima persona e casomai non fosse abbastanza chiaro nel testo ricorreva più volte il pronome personale “io”.

I dati statistici relativi agli studenti e alle loro preferenze sono presi dal Ministero dell’Istruzione. La versione e la sua traduzione, non essendo ancora disponibili sul sito ministeriale, dal corriere.it .


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