In questi giorni 500.694 studenti stanno affrontando l’Esame di Stato, la cosiddetta maturità. Ieri si è svolta in 25244 quinte classi la prima prova scritta, che consiste nel tema di italiano; oggi è stato il giorno della prova caratterizzante di indirizzo: greco per il classico, analisi matematica per lo scientifico, lingue straniere per il linguistico, scienze sociali per il liceo delle scienze sociali, estimo per l’istituto tecnico per i geometri, economia per l’istituto commerciale e meccanica e macchine per i periti meccanici. Venerdì gli studenti affronteranno la terza prova diversa per ciascuna commissione e nei prossimi giorni inizieranno i colloqui orali che chiuderanno il tutto.
Vediamo un po’ più nel dettaglio le tracce proposte per il tema.
L’analisi del testo ha stupito più di uno studente. Primo Levi solitamente in classe non viene analizzato, della sua biografia viene spiegato poco o nulla e le sue opere, al di fuori di Se questo è un uomo, sono quasi sconosciute. Il brano proposto era la prefazione all’antologia personale che Levi compilò nel 1981 su richiesta dell’editore Einaudi; in particolare, Levi descrive in generale le sue abitudini di lettura. Sicuramente questa traccia costituisce una rottura col passato, sia come detto per la scelta dell’autore, sia perché sconfina nella meta-letteratura: letteratura che parla di letteratura. Chi si aspettava di prendere un buon voto riportando pari-pari le note introduttive sul libro di testo su questo o quell’autore, è rimasto deluso: è infatti stata scelta appena dal 4,7% degli studenti, quando nel 2009 l’analisi del testo della Coscienza di Zeno, facile e scontata, aveva totalizzato il 18% di preferenze.
Il saggio breve di ambito artistico-letterario (“Piacere e piaceri”) mi è piaciuto, e credo sia stato così anche per quelli che stanno affrontando la maturità classica. Permetteva infatti di integrare le conoscenze fra più materie (Italiano, Storia, Filosofia, Storia dell’Arte) con le esperienze personali, che di solito è quello che si chiede. Interessanti i documenti proposti, con Leopardi, D’Annunzio, Ungaretti e Brecht citati molto a proposito (non sempre è capitato). Eppure l’ha scelta soltanto il 9,2% degli studenti.
Il saggio breve di ambito socio-economico, “La ricerca della felicità”, invece non mi è piaciuto. Era pomposo e sofisticato; i documenti proposti apparivano raffazzonati e difficili da abbracciare in un unico testo per proporre una riflessione organica e coerente, come un saggio (seppur breve) dovrebbe essere. Ciò nonostante, è stata la traccia preferita, l’ha svolta il 36,9% dei candidati.
Il terzo saggio breve, ambito storico politico, non mi è dispiaciuto, perché armonizzava bene voci e pareri diversi per rilanciare un tema d’attualità: i giovani, la politica e la vita sociale. Pur non eccellenti, tutto sommato i documenti proposti non mi sono sembrati banali. Non male. Strumentali le polemiche sulla scelta di un brano di Mussolini: nel bene o (meglio) nel male ha fatto parte della nostra storia, è bene non dimenticarlo. E non si chiedeva certo di fare apologia. Non ha però convinto gli studenti, a parte quel misero 4,3% che l’ha scelta.
Il quarto, ambito tecnico-scientifico, aveva come argomento la vita extra-terrestre e mi ha lasciato più di una perplessità. Dai testi proposti non si evinceva una chiara distinzione fra i concetti di UFO e di vita extraterrestre, l’argomento in sé a me personalmente non appassiona più di tanto e per essere di ambito “tecnico scientifico” la traccia virava decisamente troppo sul filosofico, e di tecnico rimaneva ben poco. Inadeguata, anche se di fatto è stata scelta da molti (19%).
Il tema storico aveva come argomento le Foibe. Si chiedeva allo studente di delineare quella triste vicenda. In sé non sarebbe male, ma di solito l’ultimo periodo storico trattato in maniera completa è la Seconda Guerra Mondiale, e le Foibe sono di poco successive. Se a ciò si aggiunge che la vicenda è controversa e intricata e che per anni è stata sottaciuta non stupisce che sia stata scelta soltanto dallo 0,6% dei maturandi.
Il tema di ordine generale, infine, chiedeva allo studente di parlare del consumo di musica nella società contemporanea. Argomento nobile ed affascinante, ma poco “di ordine generale”. Si è classificato secondo nelle preferenze, più di uno studente su quatto (25,3%) l’ha svolto.
Per quanto riguarda la versione di greco di oggi, tutto sommato ai maturandi è andata bene. Il brano di Platone che narra la vita di Socrate e le sue vicissitudini non presentava particolari difficoltà lessicali e la sintassi era abbastanza lineare. Era scritta con i verbi in prima persona, ma solitamente i paradigmi vengono fatti imparare appunto coniugati in prima persona e casomai non fosse abbastanza chiaro nel testo ricorreva più volte il pronome personale “io”.
I dati statistici relativi agli studenti e alle loro preferenze sono presi dal Ministero dell’Istruzione. La versione e la sua traduzione, non essendo ancora disponibili sul sito ministeriale, dal corriere.it .
Pubblicato da ilmiagoliodellorso 




